Impicci Calderoni Torelle

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Sito Impicci Calderoni Torelle

lunedì 10 settembre 2012

Birra artigianale Crispel 'Impicci'

Ecco finalmente la prova della cotta fatta in inverno dopo Natale, quando il freddo secca le bacche di mirto sulle piante.
La Crispel Impicci è una birra ambrata, ad alta fermentazione, con l'aggiunta di bacche di mirto secche e fiori di elicriso. A mio avviso due ingredienti simbolo di quella zona.
Da bere nella classica coppa. Schiuma che svanisce dopo poco, quindi non persistente.
All'olfatto si presentano odori di caramello e  fichi secchi.
Al primo assaggio si sentono subito le note dolci del caramello, e dopo subentra un piacevole amarognolo.
L'uso dello zucchero caramellato durante la bollitura incide non tanto sul colore, ma quanto sul sapore molto forte di caramello.
Il suo tenore alcolico si aggira sui 7,4%.

Per maggiori informazioni sulla ricetta visitare: 

venerdì 6 aprile 2012

L'estinta emozione della Pasqua e dei forni a legna

L'estinta emozione della Pasqua e dei forni a legna

Quanta nostalgia, è la prima cosa che potrei dire.

Qui però non parlerò di emozione verso la Pasqua come avvenimento religioso cristiano, quella è altra cosa, ma principalmente come quel periodo dell'anno dove ci sono quei pochi giorni di vacanza, e le tradizioni popolari si intrecciano con il periodo pasquale.

Di solito in questi periodi pasquali, ero abituato al trambusto della preparazione delle pastiere e del pane fatto in casa. Un trambusto piacevole, direi oggi.

Tutti ammassati a vedere come si impastava il pane nella madia o matrone in dialetto. Non si usava il lievito di birra del supermercato, ma un pezzo dell'impasto precedente, chiamato criscito, conservato come solo le nonne sapevano fare nella credenza, usato poi, all'occorrenza, per fare il pane.

Ricordo ancora quando si andava a comprare la farina al molino, ed il giorno dopo si mettevano decine di chili di farina nella madia, si faceva un buco in mezzo e ci si versava il criscito. Poi si aggiungeva acqua calda, fatta scaldare al camino, per amalgamare l'impasto e renderlo morbido.

Ricordo poi che durante la lievitazione sotto le coperte antiche, si preparavano i fasci, di legno d'ulivo, per alimentare i grandiosi forni a legna di un tempo. Parecchi forni sono stati smontati o sono in disuso da decine di anni.

Appena tutto era pronto si infornava il pane, che aveva diverse forme e particolarità. Nel periodo pasquale la nonna preparava, le pigne, forme di pane con un foro centrale e con uova sopra; le pupatelle, che erano forme di pane intrecciate, quasi a simulare una bambolina, che erano riservate a noi nipoti piccoli; poi si facevano anche le pizze con le patate, con la cipolla; pizze ripiene di scarola, chiamati calascioni.

Poi era la volta delle pastiere, che localmente si facevano con il riso ed i canditi.

La sera quando si tornava a casa con i cofani delle macchine pieni di ogni ben di Dio, era una festa.

Purtroppo non ho nemmeno una fotografia, per documentare questi ricordi, anche se in famiglia ogni tanto, inizio il discorso e mio padre parte a raffica con i racconti.

Ricordo con rammarico quell'odore oggi indescrivibile, introvabile, quasi dimenticato: il pane caldo, affumicato, croccante, intrecciato e la dolcezza della pastiera.

Chi può, continui a far rivivere le vecchie tradizioni.

martedì 21 febbraio 2012

Birra artigianale Crispel ''Calderoni''

Ecco finalmente la prova della cotta fatta in autunno durante il periodo delle castagne.
La Crispel Calderoni è una birra ambrata, ad alta fermentazione, con l'aggiunta di castagne secche selvatiche dei monti massicani e campane in generale. Purtoppo la scarsità di castagne sul Massico ci ha portato ad aggiungere frutti di altre zone della campania.
Da bere nella classica coppa. Schiuma che svanisce dopo poco, quindi non persistente.
All'olfatto si presentano odori di lievito e fichi secchi.
Al primo assaggio si sentono subito le note agrumate date dal luppolo Saaz.
Il retrogusto molto acidulo, e la totale mancanza di amaro la rende una birra unica.
Corpo non troppo imponente, dato il suo tenore alcolico intorno ai 6 gradi.


 


 Per maggiori informazioni sulla ricetta visitare: Blog Birrificando in casa

sabato 11 febbraio 2012

Neve anche da noi

Sono una decina di giorni che sulla montagna di Roccamonfina ci sono diverse decine di cm di neve. Ogni giorno nevica ad intermittenza, e a causa dei venti qualcosa è arrivato anche nel cascanese. Sessa resta senza neve, ma alcune sue frazioni sono innevate perfettamente.
Questa mattina intorno alle 8:00 Valogno, Cascano, San Felice, Gusti, erano completamente innevati.
Avezzano resta senza neve, ma sulle sue colline qualcosina ha fatto. Purtroppo non sono riuscito ad immortalare in tempo la neve a bassa quota, che tra ieri pomeriggio e stanotte ha imbiancato i monti della catena massicana.
Il sole mattutino ha sciolto tutto, ma ci accontentiamo ugualmente.

Neve sul monte Pecoraro

Ecco invece lo scenario ben differente, se ci giriamo verso il monte Santa Croce.

Roccamonfina meteo Burian 2012

domenica 23 ottobre 2011

Crispel - Calderoni (Birra artigianale alle castagne)


Sta per nascere la prima birra dedicata alle nostre montagne avezzanesi: la Crispel, che racchiuderà con i suoi ingredienti i sapori e i profumi delle verdi colline massicane.
Ci sono in progetto 3 tipologie di Crispel, e ogniuna sarà caratterizzata da un ingrediente diverso, visto che saranno birre stagionali.
Per il momento vi svelo la prima, quella dedicata ai Calderoni, una contrada posta sopra Avezzano. La birra sarà ad alta fermentazione, sullo stile belga, di colore ambrato, alle castagne, e gli ingredienti saranno i classici: malto d'orzo, cereali non maltati, castagne, luppolo, e lievito. Appena sarà pronta posterò la sequenza della cotta, e farò una recenzione del prodotto.
Per provarla si dovrà aspettare Natale, ma nell'attesa già sono in elaborazione le altre 2 ricette: la Crispel - Impicci e Crispel - Torelle.

Si riparte con la raccolta delle olive

Purtroppo le condizioni climatiche di quest'anno stanno sconvolgendo il regolare svolgersi delle attività di raccolta delle olive.
Un operatore del settore ha dichiarato: ''Il caldo forte estivo, e le temperature primaverili di questi giorni, stanno facendo maturare le olive solo esteriormente, ma non all'interno. Abbiamo così pezzature inferiori alla norma, dato che le scarse precipitazioni non hanno arricchito la polpa. Bisognerebbe aspettare, anzi, sperare, nelle piogge e nell'abbassamento delle temperature, per ottenere un prodotto migliore.''
In effetti i colori bruni delle olive, non sono sinonimo di maturazione effettiva, ma solo un discorso di esposizione solare che causa la pigmentazione. Ci sarà comunque una forte anticipazione alla raccolta. Temo inoltre una drastica, ma non produttiva corsa ai frantoi, che macineranno 'i cicci' e non olive decenti.'' 

Speriamo che il clima sia piu' clemente e che faccia fare una buona raccolta a tutti.

mercoledì 2 febbraio 2011

Custodi di antiche ricette: 'le crispelle'

Oggi voglio parlare di un dolce tipico, della cucina avezzanese. Questo è il bello. Già se andiamo a Sessa forse è difficile trovare qualcuno che le sappia fare.
Da quello che mi hanno detto, la ricetta della 'crispella' nasce più' di un secolo fa'. La mia bisnonna faceva le crispelle, e poi ha tramandato la ricetta alle nuore, e così fino ad oggi.
La 'crispella' in altre parti 'crespella' è un dolce della tradizione natalizia, e si produce fino in Sicilia. Ogni luogo ha le sue ricette, ma io voglio parlare della 'crispella' che si faceva ad Avezzano di Sessa Aurunca.
La 'crispella' è composta da una pastella, fatta precedentemente lievitare in contenitori di terracotta, che poi viene fritta in olio d'oliva.
Purtroppo la ricetta precisa non esiste più, se mai è esistita, e si fa ad occhio, senza dosi scritte o documentate. Poi rispetto ad un tempo, ad esempio, c'è stata l'introduzione del lievito di birra, che sostituisce il criscito, o la pasta di riposto.
Una volta si distribuivano anche durante le festività natalizie ai musicanti del 'Buco buco', che venivano ospitati nelle case della gente, ma parliamo di altri tempi.
Vi metto una foto diciamo così 'rubata' delle bellissime, e buonissime crispelle, da mangiare calde o fredde. Sì perché anche dopo alcuni giorni sono sempre saporite, e c'è chi le preferisce più dure.
Spero un giorno di poter apprendere la ricetta, così cercherò di tenere ancora viva la tradizione.

Ricetta dimenticata delle crispelle