Per l'Italia si prospetta una settimana di fuoco, di caldo proveniente dall'Africa.
Questa potrebbe essere l'ondata più calda di questa lunga estate, poco dinamica, almeno dalle nostre parti.
Analizziamo la situazione sul nostro areale almeno per i prossimi 2 giorni:
01/08/2017
Isoterme a 850 hPa: +21/+22
Situazione in sviluppo che protende ad un costante aumento delle temperature, soprattutto nelle zone interne, poco ventilate e chiuse nelle valli, o pianure.
Sulla costa si manterranno temperature ancora sopportabili, che non supereranno i 32°/33°, con leggera brezza marina, che manterrà però valori di umidità relativa piuttosto alti, specie la sera.
Più ci si allontana dalla costa e più avremo una condizone di umidità più bassa, ma temperature massime già alte, e ventilazione scarsa.
Potrebbero già domani raggiungere i 40°, le zone intorno Pontecorvo (FR), Venafro (IS), e da non sottovalutare localmente Presenzano ed Alife (CE).
Grazzanise e Capua, potrebbero anche superare i 36°.
02/08/2017
Isoterme a 850 hPa: +24/+25
Possibile isoterma a +25, che insieme ad una probabile linea di convergenza di venti, nello specifico, Libeccio da SW e Grecale da NE, potrebbero creare un mix devastante.
Lungo la possibile la linea di convergenza, non ci saranno venti, quindi le temperature saliranno, localmente anche parecchio, facendo localmente sperare i 40° su tutta la fascia che va da Pontecorvo fino alle falde del Matese.
Sulla
costa si manterranno temperature ancora accettabili, che non
supereranno i 33°, con la solita brezza marina, a far da protagonista, e l'umidità sopra il 50%.
Rispetto al 01/08 le temperature potrebbero superare i 36° anche sulle falde del vulcano di Roccamonfina, ed anche nei suoi altopiani.
Grazzanise e Capua, potrebbero anche superare i 36°.
Per ora mi fermo a 2 giorni, poi vedremo se sarà il caso di aggiornarci, per eventuali novità.
lunedì 31 luglio 2017
Anticiclone africano in arrivo, sarà una settimana di fuoco.
lunedì 17 luglio 2017
Incendio sulla catena del Monte Massico
Da oggi pomeriggio, purtroppo, un grosso incendio sta interessando la catena montuosa del Monte Massico, all'altezza di Avezzano e Sorbello.
L'incendio è stato notato nel pomeriggio, e prosegue anche ora, che è sera la sua opera distruttrice.
Molti ettari di macchia mediterranea in fiamme, e purtroppo anche uliveti centenari, e piante da frutto antiche.
L'incendio ha interessato la strada Cerquelle, che collega i vecchi avamposti militari ormai in disuso, e si è propagato sia a nord, sul Monte Tre Croci, e sia a sud, sotto la strada, incendiando parecchi uliveti.
La linea di fuoco sta scendendo verso i paesi, e l'odore acre si sente bene ad Avezzano e Sorbello.
L'incendio purtroppo è alimentato dal vento di Grecale che spira forte, già da ieri sera, e prosegue la sua marcia inarrestabile.
Il rammarico è anche quello, della mancata pioggia, che ieri ha interessato varie zone del casertano, lasciando l'aerea massicana a secco, ma la natura non ha certo la colpa, in tutto questo dramma.
Ecco la storia, pezzi di storia ridotti a tizzoni ardenti, inerti, bruciati! Un secolo per costruire e un paio di ore per distruggere tutto.
Non voglio scrivere nulla, sui responsabili di questo immane ed incalcolabile danno, ma qualcosa sulla prevenzione andrebbe detta, e soprattutto sugli interventi che andrebbero fatti per evitare queste catastrofi ambientali. Le strade, andrebbero rese accessibili, e dovrebbero essere monitorate e pulite, soprattutto nel periodo estivo.
Si dovrebbe dare carta bianca ai proprietari terrieri, che potrebbero pulire meglio intorno ai loro terreni, creando barriere anti fuoco, così da fermare eventuali fiamme.
Per il resto non ho visto nessun elicottero, o mezzo atto a spegnere questo incendio, poi può darsi che dormivo in piedi e non me ne sono accorto.
Mi chiedo infine: ma che interesse c'è dietro questi incendi? Io non lo capirò mai!
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martedì 11 luglio 2017
Meteo o numeri a casaccio?
Giovedì 13 luglio, per molti portali meteo dovrebbe essere, per l'alto casertano, una giornata caldissima al massimo della canicola.
Si stanno sparando, temperature africane a destra e a manca senza alcun criterio.
Addirittura Sessa A. spazierebbe da 32° a 40°, ad Alife, facente parte di una zona piana a ridosso del Matese, attribuiscono termiche quasi ridicole, più basse di almeno 3°/4°, rispetto alla realtà, ed in generale, sembra aperto il toto meteo.
Oggi live, che temperature abbiamo?
-10° a 500 hPa (circa 5500 metri)
+20° a 850 hPa (circa 1500 metri)
Al suolo logicamente in base all'esposizione, all'orografia, le termiche cambiano, e qui da noi, la distanza dal mare è fondamentale.
Giovedì cosa si prevede?
-6 a 500 hPa (circa 5500 metri)
+18/+20 a 850 hPa (circa 1500 metri)
In alta quota avremo un rialzo di 4°, ma a 1500 metri seremo forse più bassi di oggi, quindi se oggi Sessa non ha superato i 32,9° come farà ad arrivare a 40° con parametri quasi simili?
I 35°/36° ci stanno tutti ad Alife, e zone interne, chiuse, dai monti, ma non allarmiamoci, anche perchè poi la confusione regnerà sovrana. Le indicazioni di massima sulle temperature, si possono fare, intanto conoscendo la propria zona, guardando le isoterme, alle quote sopra indicate, che sono a disposizione di tutti, la direzione dei venti, e ci si regola.
Si stanno sparando, temperature africane a destra e a manca senza alcun criterio.
Addirittura Sessa A. spazierebbe da 32° a 40°, ad Alife, facente parte di una zona piana a ridosso del Matese, attribuiscono termiche quasi ridicole, più basse di almeno 3°/4°, rispetto alla realtà, ed in generale, sembra aperto il toto meteo.
Oggi live, che temperature abbiamo?
-10° a 500 hPa (circa 5500 metri)
+20° a 850 hPa (circa 1500 metri)
Al suolo logicamente in base all'esposizione, all'orografia, le termiche cambiano, e qui da noi, la distanza dal mare è fondamentale.
Giovedì cosa si prevede?
-6 a 500 hPa (circa 5500 metri)
+18/+20 a 850 hPa (circa 1500 metri)
In alta quota avremo un rialzo di 4°, ma a 1500 metri seremo forse più bassi di oggi, quindi se oggi Sessa non ha superato i 32,9° come farà ad arrivare a 40° con parametri quasi simili?
I 35°/36° ci stanno tutti ad Alife, e zone interne, chiuse, dai monti, ma non allarmiamoci, anche perchè poi la confusione regnerà sovrana. Le indicazioni di massima sulle temperature, si possono fare, intanto conoscendo la propria zona, guardando le isoterme, alle quote sopra indicate, che sono a disposizione di tutti, la direzione dei venti, e ci si regola.
domenica 9 luglio 2017
Caldo africano, anticiclone africano, attenzione agli allarmismi!!!
Non si fa altro che parlare in questi giorni di anticiclone africano, di alta pressione proveniente dall'Africa, e si vedono spesso e volentieri, i 40° disegnati sulle cartine della nostra penisola.
Facciamo chiarezza.
Una perturbazione atlantica interesserà domani e nei prossimi giorni la Francia ed il centro Europa.
Questo campo di bassa pressione non farà altro che richiamare aria dal nord Africa, che si farà sentire specialmente sul nostro sud Italia.
Andiamo ad analizzare cosa succederà alle nostre latitudini: fino a mercoledì avremo temperature pari a 20°/23° a 1500 metri circa. Per molti al suolo saranno possibili, anche 38°, ad esempio a Sessa A, ma secondo me assolutamente no!
Qui bisogna conoscere l'orografia del territorio, ed in base alla direzione dei venti, quasi sempre da mare, i 38° Sessa non li vedrà di certo, però sicuramente si avvertirà disagio dovuto all'umidità che attanaglierà la costa domiziana.
Secondo me sull'alto casertano ad avere temperature oltre i 36° sarà il territorio pedemontano matesino, con Alife in testa. Le zone di Pietramelara arriveranno anche sui 35°, insieme alla piana di Grazzanise.
Il territorio interno sarà soggetto ad un iniziale caldo secco, dovuto appunto al vento di Libeccio che si asciugherà nel suo percorso.
Sessa A. e Teano avranno termiche massime, differenti, poichè la prima cittadina, si trova più vicino alla costa e con i venti marini non si supereranno i 33°, ma i tassi di umidità saranno più alti, e questo porterà come annunciato prima, più malessere generale. Non si escludono picchi di 34° nelle frazioni sessane, più interne, come Cascano.
Anche a Teano si soffrirà, poichè i 34° potrebbero essere raggiunti sul territorio sidicino, più lontano dal mare.
Sotto ho fatto uno schemino, rielaborando uno stralcio preso da Google Earth, ed ho indicato dove potrebbe fare più caldo, ipotizzando le massime, possibili, in base ai miei rilevamenti, e poche conoscenze del territorio.
Vedremo cosa succederà nei prossimi 2 giorni.
Facciamo chiarezza.
Una perturbazione atlantica interesserà domani e nei prossimi giorni la Francia ed il centro Europa.
Questo campo di bassa pressione non farà altro che richiamare aria dal nord Africa, che si farà sentire specialmente sul nostro sud Italia.
Andiamo ad analizzare cosa succederà alle nostre latitudini: fino a mercoledì avremo temperature pari a 20°/23° a 1500 metri circa. Per molti al suolo saranno possibili, anche 38°, ad esempio a Sessa A, ma secondo me assolutamente no!
Qui bisogna conoscere l'orografia del territorio, ed in base alla direzione dei venti, quasi sempre da mare, i 38° Sessa non li vedrà di certo, però sicuramente si avvertirà disagio dovuto all'umidità che attanaglierà la costa domiziana.
Secondo me sull'alto casertano ad avere temperature oltre i 36° sarà il territorio pedemontano matesino, con Alife in testa. Le zone di Pietramelara arriveranno anche sui 35°, insieme alla piana di Grazzanise.
Il territorio interno sarà soggetto ad un iniziale caldo secco, dovuto appunto al vento di Libeccio che si asciugherà nel suo percorso.
Sessa A. e Teano avranno termiche massime, differenti, poichè la prima cittadina, si trova più vicino alla costa e con i venti marini non si supereranno i 33°, ma i tassi di umidità saranno più alti, e questo porterà come annunciato prima, più malessere generale. Non si escludono picchi di 34° nelle frazioni sessane, più interne, come Cascano.
Anche a Teano si soffrirà, poichè i 34° potrebbero essere raggiunti sul territorio sidicino, più lontano dal mare.
Sotto ho fatto uno schemino, rielaborando uno stralcio preso da Google Earth, ed ho indicato dove potrebbe fare più caldo, ipotizzando le massime, possibili, in base ai miei rilevamenti, e poche conoscenze del territorio.
Vedremo cosa succederà nei prossimi 2 giorni.
mercoledì 22 febbraio 2017
A spasso nelle campagne alla ricerca di erbe
Quando sono libero, e c'è il sole dopo la prima decade di febbraio è molto piacevole uscire, e passeggiare nelle campagne, che ora sono un po' più asciutte, senza fango, e i piedi non affondano nella terra.
Il profumo di mimosa è nell'aria, dolce e prepotente, e le prime erbe alimurgiche germogliano fresche e vigorose.
Nei terreni e nei bordi delle stradine agresti iniziano a germogliare i primi turioni di asparagi, ancora sottili e scuri per ora, forse per via del clima ancora rigido, soprattutto durante le ore notturne.
Poi camminando ho trovato anche molta cicoria selvatica, che inizia a crescere nei prati nelle solite stazioni abituali.
Oltre alla cicoria ho rinvenuto delle stazioni di ottima Silene, che inizia a crescere bella tenera e delicata.
Nei prossimi giorni, spero di aggiornare la situazione erbe alimurgiche che crescono sulle colline massicane.
Eventualmente se qualcuno fosse interessato all'argomento, oltre che a mettere un commentino qui sotto, può usufruire del FORUM per qualsiasi informazione.
Il profumo di mimosa è nell'aria, dolce e prepotente, e le prime erbe alimurgiche germogliano fresche e vigorose.
Nei terreni e nei bordi delle stradine agresti iniziano a germogliare i primi turioni di asparagi, ancora sottili e scuri per ora, forse per via del clima ancora rigido, soprattutto durante le ore notturne.
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| Turione di asparago selvatico |
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| Cicoria selvatica |
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| Silene |
Eventualmente se qualcuno fosse interessato all'argomento, oltre che a mettere un commentino qui sotto, può usufruire del FORUM per qualsiasi informazione.
venerdì 20 gennaio 2017
Auciati (taralli al vino) antichi sapori e tradizioni (Ricetta a modo mio)
Gli auciati sono dei taralli al vino tipici del sessano, che si preparano di solito nel periodo natalizio, da tradizione, ma io li faccio anche durante l'inverno, perché sono troppo buoni, per mangiarli solo a Natale e Capodanno.
Ecco una sorta di ricetta, provata e riprovata, quindi garantita.
La farina 00 è la base, poi dobbiamo unire circa un 40% di idratazione, data dal vino bianco più un 25% di olio d'oliva.
Quindi se abbiamo 1 kg di farina, dobbiamo regolarci con 650 g di liquido, però come regolarci con il bilanciamento perfetto tra olio e vino bianco?
Il vino bianco è molto fondamentale, non va messo troppo alcolico, e magari non dolce, quindi un secco leggero, mentre l'olio d'oliva meglio quello fatto in casa.
In realtà, so che ci sono ricette che impongono molto più vino del previsto, ma io mi limito a metterne il 40%, e credetemi, si sente anche parecchio.
Quindi 1000 g farina, circa 400 ml di vino bianco leggero e secco, e 250 g di olio d'oliva. (Se di invertono i valori di vino ed olio, cioè 400 ml di olio e 250 g di vino si otterrà un auciato più grasso, più morbido e meno vinoso.
Anche qui, c'è chi lo usa, e chi no. Io escluderei il lievito di birra, e penserei al lievito madre, o alla pasta di riporto per il pane, il criscito, o al massimo 1 g di lievito di birra fresco, facendo lievitare almeno 12 ore l'impasto.
Facciamo che non usiamo il lievito, perché non lo uso, in questa ricetta.
Facciamo la classica montagna di farina, ed un po' alla volta uniamo vino ed olio, insieme a 20 g di sale.
Chi vuole, può aggiungere il pepe bianco o nero a piacere secondo i gusti. Vale la stessa cosa per i semi di finocchietto selvatico, anche se io escluso questi ultimi.
L'impasto ottenuto, non sarà molto umido, poiché non è molto idratato, quindi lo lasciamo riposare al caldo per circa 15/30 minuti.
Poi prendiamo dei pezzetti dell'impasto e li stendiamo tipo salamini, più o meno sottili, che poi andremo ad unire, formando un anello, che sarà appunto l'auciato.
Anche qui , ognuno farà lo spessore che vuole e la lunghezza che preferisce, ma consiglio di non esagerare con lo spessore, se no, si devono allungare i tempi di cottura.
Una volta fatti gli auciati, si bucano con una forchetta, poi di solito io, cospargo una teglia già foderata di carta forno, con olio d'oliva, e li poggio sopra.
Nel frattempo riscaldo il forno, statico a 200° circa, ed una volta raggiunta la temperatura inserisco la teglia nel forno, ed abbasso a 180°. Dopo 15 minuti il mio forno già tende a colorire molto sotto, quindi, metto grill per altri 15 minuti circa per un totale di 30 minuti.
E' successo spesso, che avendo fatto auciati più spessi rispetto ad altri, si sono cotti di meno dentro, quindi, bisogna provare a bucarli con uno stuzzica dente per verificarne l'umidità interna.
Una volta cotti, li lascio raffreddare, e li inizio a mangiare al massimo tiepidi, perché troppo caldi non mi piacciono. Si mantengono anche per più giorni, se si conservano in una contenitore ermetico o anche in una bustina di plastica alimentare che si una per i taralli o quelle per il pan carré.
Ecco una sorta di ricetta, provata e riprovata, quindi garantita.
Cosa serve?
La farina 00 è la base, poi dobbiamo unire circa un 40% di idratazione, data dal vino bianco più un 25% di olio d'oliva.
Quindi se abbiamo 1 kg di farina, dobbiamo regolarci con 650 g di liquido, però come regolarci con il bilanciamento perfetto tra olio e vino bianco?
Il vino bianco è molto fondamentale, non va messo troppo alcolico, e magari non dolce, quindi un secco leggero, mentre l'olio d'oliva meglio quello fatto in casa.
In realtà, so che ci sono ricette che impongono molto più vino del previsto, ma io mi limito a metterne il 40%, e credetemi, si sente anche parecchio.
Quindi 1000 g farina, circa 400 ml di vino bianco leggero e secco, e 250 g di olio d'oliva. (Se di invertono i valori di vino ed olio, cioè 400 ml di olio e 250 g di vino si otterrà un auciato più grasso, più morbido e meno vinoso.
Il lievito?
Anche qui, c'è chi lo usa, e chi no. Io escluderei il lievito di birra, e penserei al lievito madre, o alla pasta di riporto per il pane, il criscito, o al massimo 1 g di lievito di birra fresco, facendo lievitare almeno 12 ore l'impasto.
Facciamo che non usiamo il lievito, perché non lo uso, in questa ricetta.
Facciamo la classica montagna di farina, ed un po' alla volta uniamo vino ed olio, insieme a 20 g di sale.
Chi vuole, può aggiungere il pepe bianco o nero a piacere secondo i gusti. Vale la stessa cosa per i semi di finocchietto selvatico, anche se io escluso questi ultimi.
L'impasto ottenuto, non sarà molto umido, poiché non è molto idratato, quindi lo lasciamo riposare al caldo per circa 15/30 minuti.
Poi prendiamo dei pezzetti dell'impasto e li stendiamo tipo salamini, più o meno sottili, che poi andremo ad unire, formando un anello, che sarà appunto l'auciato.
Anche qui , ognuno farà lo spessore che vuole e la lunghezza che preferisce, ma consiglio di non esagerare con lo spessore, se no, si devono allungare i tempi di cottura.
Una volta fatti gli auciati, si bucano con una forchetta, poi di solito io, cospargo una teglia già foderata di carta forno, con olio d'oliva, e li poggio sopra.
Nel frattempo riscaldo il forno, statico a 200° circa, ed una volta raggiunta la temperatura inserisco la teglia nel forno, ed abbasso a 180°. Dopo 15 minuti il mio forno già tende a colorire molto sotto, quindi, metto grill per altri 15 minuti circa per un totale di 30 minuti.
E' successo spesso, che avendo fatto auciati più spessi rispetto ad altri, si sono cotti di meno dentro, quindi, bisogna provare a bucarli con uno stuzzica dente per verificarne l'umidità interna.
Una volta cotti, li lascio raffreddare, e li inizio a mangiare al massimo tiepidi, perché troppo caldi non mi piacciono. Si mantengono anche per più giorni, se si conservano in una contenitore ermetico o anche in una bustina di plastica alimentare che si una per i taralli o quelle per il pan carré.
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sabato 14 gennaio 2017
Quando la neve arriva dal mare(?)
Nell'ultima irruzione di aria artica continentale proveniente dalla Russia, non abbiamo avuto nevicate, ma solo fiocchi microscopici portati dal vento, perhè gli Appennini hanno bloccato tutto, almeno per quel che riguarda la zona massicana, dove i Monti della Meta sono stati il nostro scudo. E si perchè, il Matese alla fine non ha retto, e zone della provincia di Caserta e della costiera amalfitana hanno visto qualche rovescio nevoso.
Domani la configurazione è totalmente diversa: il freddo non dovrà passare dai Balcani, Adriatico ed Appennini, ma dal mare!
Le isoterme non saranno certo molto basse come per l'Epifania, dove abbiamo registrato minime da capogiro con cieli stellati, infatti avremo una -5 a stento a 850 hPa ed una buona -32 a 500 hPa.
Questa configurazione, è la classica che ti imbianca il Monte Massico, e sarà lui a vedere in caso la neve, prima di tutti!!
Veniamo alla situazione: freddo proveniente dall'Artico, spinto giù proprio da un nucleo di Alta Pressione che si è posizionato ad ovest dell'Inghilterra, e da una depressione a nord ovest della Scandinavia.
L'aria di origine artica, passerà sulla Francia ed entrerà nel Tirreno dalla porta del Rodano, formando in breve tempo una depressione, che sarà la chiave di tutto il maltempo.
Il moto depressivo ed il posizionamento del minimo saranno la chiave di tutte le possibili nevicate.
Con queste isoterme, per farla breve, potremmo avere nevicate anche su Sessa, Cascano, frazioni ai piedi della catena massicana, Valogno, paesi collinari posti sul vulcano di Roccamonfina, quali Ponte, San Carlo, Sipicciano, Vigne e Zelloni, già da domani mattina, poi però la quota neve si alzerà, e sarà praticamente relegata all'alta collina.
Rispetto alla scorsa incursione fredda, questa volta ci sarà a favorire la neve, l'instabilità, che qui da noi quando viene dal mare è garantita, anche se le isoterme in quota non ci permetteranno di avere accumuli nevosi in piano, però il Massico lo vedremo imbiancato quasi sicuramente, mentre altra sarà la situazione per Roccamonfina che potrebbe fare il pieno questa volta.
Domani la configurazione è totalmente diversa: il freddo non dovrà passare dai Balcani, Adriatico ed Appennini, ma dal mare!
Le isoterme non saranno certo molto basse come per l'Epifania, dove abbiamo registrato minime da capogiro con cieli stellati, infatti avremo una -5 a stento a 850 hPa ed una buona -32 a 500 hPa.
Questa configurazione, è la classica che ti imbianca il Monte Massico, e sarà lui a vedere in caso la neve, prima di tutti!!
Veniamo alla situazione: freddo proveniente dall'Artico, spinto giù proprio da un nucleo di Alta Pressione che si è posizionato ad ovest dell'Inghilterra, e da una depressione a nord ovest della Scandinavia.
L'aria di origine artica, passerà sulla Francia ed entrerà nel Tirreno dalla porta del Rodano, formando in breve tempo una depressione, che sarà la chiave di tutto il maltempo.
Il moto depressivo ed il posizionamento del minimo saranno la chiave di tutte le possibili nevicate.
Con queste isoterme, per farla breve, potremmo avere nevicate anche su Sessa, Cascano, frazioni ai piedi della catena massicana, Valogno, paesi collinari posti sul vulcano di Roccamonfina, quali Ponte, San Carlo, Sipicciano, Vigne e Zelloni, già da domani mattina, poi però la quota neve si alzerà, e sarà praticamente relegata all'alta collina.
Rispetto alla scorsa incursione fredda, questa volta ci sarà a favorire la neve, l'instabilità, che qui da noi quando viene dal mare è garantita, anche se le isoterme in quota non ci permetteranno di avere accumuli nevosi in piano, però il Massico lo vedremo imbiancato quasi sicuramente, mentre altra sarà la situazione per Roccamonfina che potrebbe fare il pieno questa volta.
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